In questi giorni avrete sicuramente letto sui giornali
o visto in televisione che la Camera dei Deputati e il Senato hanno approvato una
legge, attraverso la quale sarà possibile abolire i vitalizi ai parlamentari condannati in via definitiva. Certamente e giustamente, dopo aver saputo di
questa “truffa”, scusate volevo dire “furbata” (è più forte di me, non riesco a
chiamarla più di una volta con il suo nome), vi sarete lasciati strappare un
sorriso o, quanto meno, avrete pensato che finalmente qualcosa di onesto è
stato fatto … Dopotutto, chi mai oserebbe pensare la presenza di un inghippo
anche qui? Mi spiace deludervi, ma, purtroppo, vi è un sottilissimo espediente:
infatti, coloro i quali sono stati condannati per finanziamento illecito e per abuso d’ufficio,
i criminali (parlamentari s’intende) che dovrebbero scontare una pena inferiore
ai due anni e gli onorevoli riabilitati,
non sono inclusi nella categoria di “ex-privilegiati”, ai quali verrà tolto il
vitalizio.
Insomma, Renzuccio è riuscito, per l’ennesima volta, ad ottenere
ciò che si era prefissato, ovvero, giacché il suo consenso sta calando vertiginosamente e, poiché fra
qualche giorno vi saranno le elezioni regionali, mostrare (fingendo) al popolo italiano
di esser disposto anche a sacrificare parte della spesa politica. Citiamo di seguito
due dei tanti abietti politicanti che continueranno a percepire dallo Stato,
cioè da noi, il vitalizio, nonostante siano condannati da tempo:
-Gianni De Michelis condannato per patteggiamento
con tangenti, ma continuerà a ricevere un assegno statale superiore ai 5000
euro fino alla fine dei suoi giorni;
- Arnaldo Forlani condannato per finanziamento
illecito, ma fino al suo ultimo respiro riceverà dallo Stato circa 5600 euro al
mese (è avanti con l’età, quindi non si sa mai che riesca a porre fine a questo
scempio rapidamente);
La straordinaria assurdità di queste rendite è la
loro reversibilità, di conseguenza le riceveranno sia le loro mogli sia i loro
eredi … Direi che i tagli alla classe
politica non rientrano tra i progetti del presidente del consiglio italiano, il
quale, ricordiamolo, non è stato democraticamente eletto.
Vi chiedo, per il vostro bene, ma soprattutto per il
bene della collettività, o miei ventiquattro lettori, di andare oltre la
propaganda; dovete pensare l’impensabile e rammentate che perché una legge sia
positiva e onesta non basti che abbia un titolo intrigante, puro e
affascinante.
Lorenzo
De Vita
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